Slow theatre è il nome con cui l’Associazione Stradanova ha definito il proprio modo di fare teatro, così come si è andato delineando in otto anni di attività sul territorio.
La lentezza evocata dall’attributo slow denota tempi molto più lunghi rispetto a quelli di una “normale” produzione teatrale: lentezza in questo caso significa che la crescita culturale e umana, lo scambio di idee e conoscenze hanno luogo non soltanto in occasione della rappresentazione dello spettacolo, ma anche, e soprattutto, nella fase di ideazione e costruzione dello stesso.
Slow theatre nasce dalla convinzione che il teatro debba radicarsi nel territorio in cui opera, ritrovando un legame forte con il tessuto sociale: il coinvolgimento attivo della comunità passa anche attraverso la scelta programmatica di affiancare non professionisti ad attori professionisti. La presenza di questi ultimi nei ruoli chiave, unitamente alla regia professionale di Elena Galvani e Jacopo Laurino, diplomatisi all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, garantisce un’alta qualità del prodotto finale.
La modalità innovativa di fare teatro di slow theatre è dunque riconoscibile in alcune costanti:
- affiancare non professionisti ad attori professionisti;
- formare una rete di soggetti coinvolti, a vario titolo, nella realizzazione dello spettacolo;
- valorizzare le risorse umane del territorio, creando nuove abilità e competenze;
- affrontare tematiche urgenti e profondamente legate alla comunità di riferimento;
- produrre uno spettacolo di alta qualità;
- stimolare dibattito e scambio di idee nel territorio;
- offrire un’alternativa all’omologazione dell’offerta teatrale;
- creare un nuovo pubblico, legato alla particolare squadra che ha creato lo spettacolo.